Politica

Presentata la nuova Variante Generale al PGT con un taglio del 50% del consumo di suolo

L'Amministrazione comunale di Cologno al Serio punta sulla rigenerazione urbana e sulla centralità delle persone e dei servizi

Presentata la nuova Variante Generale al PGT con un taglio del 50% del consumo di suolo

È stata recentemente presentata in un’assemblea pubblica la Variante generale al Piano di governo del territorio (PGT) di Cologno al Serio, che prevede una significativa riduzione del 50% del consumo di suolo.

Presentazione del nuovo PGT

Il nuovo PGT si propone di limitare il consumo di suolo, riducendo la popolazione teorica da insediare, che passa da 718 a 392 unità negli ambiti di trasformazione e a 460 in quelli attuativi. Tuttavia, l’edificazione dei lotti disponibili potrebbe portare a un incremento di 1190 abitanti, con ulteriori 1700 residenti potenzialmente ospitati in immobili attualmente vuoti o sottoutilizzati. L’architetto Filippo Simonetti, coadiuvato dalla sindaca Chiara Drago e dalla vice Giovanna Guerini, ha illustrato il documento.

“Abbiamo lavorato su alcuni temi fondamentali per noi: il contenimento del consumo di suolo, la rigenerazione urbana e l’attenzione alla centralità delle persone e dei servizi”.

Pgt

Strategia di riduzione dell’edificabilità

“Il PGT del 2008 aveva un’impostazione espansiva, tipica degli anni del boom immobiliare, seguiti dal tracollo del mercato e da un periodo di stagnazione. In questa nuova versione, siamo tenuti a ridurre il consumo di suolo del 25% in conformità con la legge regionale”.

Oggi il contesto è cambiato radicalmente rispetto al passato.

“Fino al 2008, la politica era sotto pressione costante da parte dei cittadini per avere terreni edificabili; qualsiasi costruzione generava valore. Dal 2009, invece, ci troviamo a fronteggiare una domanda di riduzione dell’edificabilità. Le normative attuali richiedono costruzioni con elevati livelli prestazionali, mentre i costi di realizzazione sono aumentati e quelli dei terreni sono rimasti alti. Ne consegue che l’edificabilità non garantisce più un vantaggio economico. Pertanto, nei prossimi anni ci concentreremo sul recupero degli edifici esistenti e sulla rigenerazione urbana. Recentemente, il super bonus ha stimolato un’ondata di ristrutturazioni, spesso non di alta qualità”.

Un altro aspetto da considerare è la direttiva europea “Casa green”, che impone a tutti i paesi di elaborare un piano di riqualificazione del patrimonio immobiliare.

“A Cologno, oltre la metà del patrimonio immobiliare è classificato nelle classi energetiche G ed F. Sarà necessario intervenire su questo fronte. I valori immobiliari medi, secondo l’Agenzia delle entrate, mostrano una lieve ripresa, più marcata rispetto ad altri comuni, e anche le transazioni immobiliari evidenziano una certa vivacità. Per questo motivo, abbiamo modificato solo le aree che non sembrano destinate a trasformazioni nei prossimi anni”.

Cambiamenti demografici

“Le abitazioni sono occupate da cittadini che, in numero sempre minore, risiedono a Cologno. La popolazione è stabile da tempo, ma l’invecchiamento demografico è evidente: gli ultrasessantacinquenni superano gli under 15 e il numero dei decessi è maggiore rispetto alle nascite dal 2019. Pertanto, non ci aspettiamo una ripresa delle dinamiche espansive”.

Queste le fondamenta su cui si basa il nuovo PGT.

“Da un lato, puntiamo a ridurre il consumo di suolo; dall’altro, cerchiamo di mantenere un equilibrio nel patrimonio immobiliare per evitare scompensi. È fondamentale, inoltre, pensare a politiche che garantiscano una buona qualità della vita per gli anziani, attraverso servizi, negozi di vicinato e piste ciclopedonali che connettano il centro alle aree periferiche, promuovendo anche il movimento fisico per migliorare la salute”.

Analisi dell’occupazione

“Le attività manifatturiere a Cologno hanno mostrato un incremento costante dal 2012 al 2024, con 1224 addetti. Al contrario, il settore delle costruzioni ha registrato una contrazione significativa (251 unità locali e 590 addetti), ma potrebbe riprendere grazie alla rigenerazione del tessuto edilizio. Il commercio rimane stabile, mentre il settore del trasporto e magazzinaggio, legato all’attività logistica, è in crescita, così come i servizi di noleggio e supporto alle imprese. Le due aree produttive di Cologno, a nord e sud, sono in fase di riorganizzazione per aumentare il valore aggiunto”.

Rivitalizzazione del centro storico

“Circa un terzo del patrimonio immobiliare nel centro è attualmente vuoto; è una cifra alta, considerando che altri comuni superano anche la metà. Questo è un problema, poiché riqualificare un immobile comporta costi e vincoli. È essenziale incentivare la riqualificazione, altrimenti gli abitanti si trasferiranno verso l’esterno, generando degrado e problematiche sociali. Abbiamo introdotto misure di incentivazione e piccole premialità legate alla riqualificazione energetica e agli interventi di miglioramento sismico”.

Valorizzazione delle aree periferiche

“Attorno al nucleo storico, si è sviluppato un tessuto a bassa densità, spesso disordinato e con strade strette. La modesta densificazione edilizia prevista dal Piano deve essere un’opportunità per migliorare i marciapiedi, realizzare piste ciclabili, piantare alberi e creare spazi pubblici, altrimenti perderanno valore, poiché le condizioni che hanno portato alla loro creazione sono cambiate. Il Piano cerca di favorire percorsi di accorpamento”.

Rigenerazione dei tessuti produttivi

“È fondamentale instaurare accordi tra le aziende per erogare servizi che attraggano la forza lavoro necessaria. Ciò implica stringere patti con le aziende per offrire servizi all’infanzia, convenzioni per l’accesso ai nidi comunali, mense e maggiore accessibilità al lavoro, come parcheggi per biciclette. Questi temi sono inclusi nel Piano”.

Un avvicinamento tra popolazione agricola e urbana

“Il legame tra il nucleo urbano e le attività rurali si è allentato. Le aziende agricole locali necessitano di servizi per la vendita dei loro prodotti e per attività didattiche e ambientali. Pertanto, il Piano propone un avvicinamento tra popolazione agricola e urbana”.

Strategie e azioni

“Sono stati identificati ambiti residenziali rispettando le densità preesistenti. Abbiamo mantenuto la ‘corona’ verde intorno al tessuto urbano, dove non sono previsti interventi edificatori in grado di compromettere future opere, come una circonvallazione. Sono consentiti interventi temporanei per attività di ristoro, culturali e commerciali. Nel nucleo antico, sono state rispettate le classificazioni vigenti con alcune specifiche, e gli ambiti produttivi sono stati riconosciuti con attenzione alle necessità di welfare delle aziende. Infine, è stato introdotto un sistema di diritti edificatori che consente ai privati che desiderano erogare servizi di interesse collettivo di ottenere benefici”.