Arresto ad Antegnate

Scoperta una rete di estorsione tra operai bengalesi nella Bassa bergamasca

Molti arrivavano in Italia aspirando a un lavoro dignitoso, ma finivano per subire violenze e minacce per mano di un connazionale.

Scoperta una rete di estorsione tra operai bengalesi nella Bassa bergamasca

Molti operai bengalesi giungevano in Italia con la speranza di un riscatto attraverso un lavoro dignitoso. Tuttavia, una volta arrivati nella Bassa bergamasca, si trovavano costretti a consegnare i propri documenti a un connazionale, il quale pretendeva un vero e proprio pizzo mensile per consentire loro di lavorare. Chi tentava di opporsi a questo sistema veniva minacciato e aggredito.

Le indagini e l’arresto

I finanzieri delle Fiamme gialle di Treviglio hanno smantellato questa inquietante rete di estorsione, che riforniva diverse aziende manifatturiere della zona con manodopera bengalese. Il responsabile, un trentenne originario del Bangladesh e residente ad Antegnate dal 2011, dovrà rispondere di numerose estorsioni ai danni dei suoi connazionali, ai quali ha sottratto somme considerevoli, ammontanti a decine di migliaia di euro.

Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno portato a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Bergamo. I bengalesi coinvolti, tutti regolarmente in Italia, si vedevano costretti a versare mensilmente una parte significativa dei loro guadagni all’estorsore, anch’esso regolarmente residente nel Paese. Durante una perquisizione presso l’abitazione dell’uomo ad Antegnate, i militari hanno rinvenuto decine di passaporti e contratti di lavoro, utilizzati per mantenere il controllo su numerose vittime.

Il costo dell’immigrazione

Il responsabile dell’estorsione organizzava l’immigrazione dei connazionali, richiedendo un pagamento compreso tra 10 e 15 mila euro per il loro ingresso in Italia. Una volta qui, dopo aver ritirato i passaporti, esigeva un pizzo sullo stipendio dei lavoratori, pari a circa un terzo del totale, ovvero 5/600 euro al mese. Gli operai coinvolti erano impiegati in diverse aziende manifatturiere della Bassa orientale.