Chiusura chiosco

La concessione del ‘Chiosco Cafè’ è scaduta: Gianni e Angela si preparano a salutare

Dopo 16 anni di gestione, la coppia chiude un'importante fase della loro vita imprenditoriale. Il locale è stato chiuso dal 7 luglio.

La concessione del ‘Chiosco Cafè’ è scaduta: Gianni e Angela si preparano a salutare

Con la scadenza della concessione del “Chiosco Cafè” di Cologno al Serio, il Comune ha avviato una gara pubblica per la riassegnazione. Dopo 16 anni di attività, Gianni Ventriglia e sua moglie Angela Savio si preparano a lasciare, con un sentimento di amarezza.

Nuovo bando per la concessione

Il Comune ha annunciato che la gestione attuale del chiosco in Porta Rocca è in scadenza e ha predisposto un bando per l’affidamento della nuova concessione, con un canone base di 35mila euro all’anno. Le offerte devono essere presentate entro le 12 del 16 giugno, secondo le modalità indicate nel bando disponibile sul sito ufficiale del Comune. Le condizioni attuali non permettono il proseguimento dell’attività per Gianni e Angela, ponendo fine a una storia imprenditoriale che dura da 16 anni.

“Io e mia moglie abbiamo altre occupazioni nella vita. La gestione del chiosco è stata una sfida e un’avventura che ci ha dato molte soddisfazioni, ma ha richiesto anche un grande impegno, essendo entrambi estranei a questo settore – ha dichiarato Gianni – Qui c’era il vecchio chioschetto di Gina, attivo per 30-40 anni. Il Comune ha deciso di valorizzarlo e attrarre visitatori, quindi abbiamo partecipato al bando, vincendo dopo un’estrazione a sorte. Abbiamo ristrutturato la terrazza con un investimento significativo, creando un locale che ha portato vitalità al paese e che oggi è ancora in buone condizioni, anche se necessita di qualche manutenzione. La concessione inizialmente durava 15 anni, con due proroghe per permettere l’elaborazione del nuovo bando.”

Riflessioni di Gianni e Angela

Dopo anni di lavoro, la coppia si trova a riflettere sui tanti ricordi e sull’amarezza della situazione.

“Il bando è oneroso e complicato – ha spiegato Gianni – L’amarezza deriva dal fatto che noi, che abbiamo costruito e gestito questo locale con passione e impegno, siamo messi sullo stesso piano di chiunque altro voglia presentare un’offerta.”

“Non è stata valutata in alcun modo la nostra conoscenza della struttura, della zona e del pubblico, elementi cruciali per garantire la continuità del servizio – ha aggiunto Angela.

“Avevamo anche chiesto di recuperare i due anni persi a causa del Covid – ha proseguito Gianni – Nonostante un ristoro di cinquemila euro, le perdite sono state ingenti. Siamo riusciti a mantenere il locale attivo e a garantire lavoro a otto dipendenti, che aumentano d’estate. Probabilmente non sarà possibile recuperare i due anni per via di norme restrittive, e quindi chiuderemo il chiosco il 7 luglio, per permettere il subentro di chi vincerà il bando. Ci resta la soddisfazione di aver svolto l’attività per così tanti anni, supportando associazioni locali e contribuendo alla valorizzazione del territorio, organizzando eventi come la sagra della bufala e della taragna. Questi sono i bei ricordi che porteremo con noi.”