Un forte senso di comunità, collaborazione tra le istituzioni e una visione proiettata verso il futuro hanno caratterizzato l’inaugurazione avvenuta venerdì 10 aprile 2026, nel centro storico di Romano.
Un evento di condivisione
La serata del 10 aprile 2026 ha visto una partecipazione attiva da parte di cittadini, istituzioni e rappresentanti della parrocchia, riuniti per celebrare il rinnovato sagrato della Basilica di San Defendente. Questo intervento non rappresenta solo una riqualificazione urbana, ma anche un simbolo di un luogo che ha sempre accolto relazioni e momenti di condivisione per l’intera comunità. All’evento hanno preso parte il sindaco, Monsignor Paolo Rossi, parroco della città, e Monsignor Tarcisio Tiorni, parroco emerito e direttore del Museo d’Arte e Cultura Sacra, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali.
Unità oltre le ideologie
La cerimonia ha visto una partecipazione trasversale: oltre alla Giunta, agli assessori e al presidente del Consiglio comunale, erano presenti anche membri della minoranza. Questo è stato un chiaro segnale di unità su un tema condiviso, quello della valorizzazione del patrimonio ecclesiastico e dei luoghi simbolo della comunità romanese.
“La riqualificazione del sagrato rappresenta molto più di un intervento urbanistico: è un segno concreto di attenzione verso i luoghi che custodiscono la nostra identità”, ha dichiarato il sindaco Gianfranco Gafforelli. “Questi spazi sacri sono fondamentali per la città, poiché uniscono e raccontano la storia della comunità, svolgendo un ruolo cruciale dal punto di vista sociale.”
Prospettive per la piazza
Il rinnovamento del sagrato si inserisce in una visione più ampia di trasformazione urbana. La futura demolizione di Palazzo Muratori restituirà centralità al sagrato della Basilica di San Defendente, destinato a diventare l’epicentro della piazza cittadina. Questo progetto mira a riscrivere il centro di Romano come un luogo identitario e condiviso, capace di unire oltre ogni divisione. Si tratta di un passaggio significativo per restituire ai cittadini uno spazio pubblico ampio, aperto e fruibile, colmando una mancanza avvertita da anni.
“Stiamo costruendo una visione di città che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici”, ha concluso il sindaco. “Questa piazza tornerà ad essere il cuore pulsante della vita comunitaria.”
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