Ad Antegnate, l’associazione ANT ART ha trasformato discipline spesso percepite come lontane in strumenti concreti per comprendere il territorio. Mercoledì 13 maggio, un gruppo di studenti del primo anno della scuola secondaria di primo grado ha partecipato a una lezione innovativa su architettura, design industriale e urbanistica, utilizzando un approccio pratico e diretto. L’incontro si è svolto in un contesto informale, mirato a far riconoscere ai ragazzi come queste discipline siano già parte della loro quotidianità.
Architettura e storia locale
Il primo argomento affrontato è stato l’architettura, un campo che unisce estetica, tecnica e sostenibilità. Per rendere il concetto più accessibile, ANT ART ha scelto un luogo emblematico di Antegnate: la chiesa di San Michele Arcangelo. Attraverso un’analisi degli spazi e dei dettagli costruttivi, gli studenti hanno compreso come l’architettura non si limiti alla costruzione di edifici, ma sia capace di raccontare storie e valori della comunità.
“Abbiamo cercato di rendere semplici discipline molto complesse -spiegano gli organizzatori di ANT ART – mostrando ai ragazzi come l’architettura sia già parte della loro esperienza quotidiana”.
Il design industriale attraverso la panchina rossa
Il secondo momento dell’incontro ha riguardato l’industrial design, illustrato tramite un oggetto significativo: la panchina rossa, simbolo contro la violenza sulle donne, progettata e donata alla comunità da ANT ART. Utilizzando questo esempio, gli studenti hanno appreso che il design industriale non riguarda solo l’estetica, ma anche la funzionalità e il messaggio sociale degli oggetti.
Urbanistica e spazio condiviso
Il percorso si è concluso in Piazza Bentivoglio, scelta per spiegare il significato dell’urbanistica. Osservando la piazza, i ragazzi hanno riflettuto su come gli spazi pubblici influenzino la vita quotidiana. L’interesse mostrato dagli studenti ha rappresentato il risultato più significativo dell’incontro.
“Forse, rendendo tutto più semplice, i ragazzi si sono accorti che queste discipline erano già lì- raccontano gli organizzatori dell’associazione – presenti nella loro vita di tutti i giorni, anche senza saperlo”.
La soddisfazione finale è emersa quando uno degli studenti ha ringraziato i volontari di ANT ART con parole semplici ma toccanti:
“Grazie, è stato bellissimo”.
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