Il 12 luglio, il Comune di Cologno al Serio ha commemorato le 23 vittime della tragedia ferroviaria di Andria-Corato, avvenuta dieci anni fa, compreso Michele Corsini.
Il drammatico incidente
Michele Corsini, 61 anni, risiedeva a Fornasette, frazione di Cologno. Si trovava su uno dei due treni coinvolti nell’incidente frontale che si è verificato sulla tratta Andria-Corato. Originario di Barletta, viveva a Cologno dal ’95 con la moglie Tiziana Adobati. Corsini aveva raggiunto il traguardo del pensionamento quattro anni prima e, dopo aver smesso di lavorare, aveva iniziato ad aiutare il nipote nella gestione di un bar a Barletta. Il giorno della tragedia, dopo un volo per l’aeroporto di Bari, era salito sul treno destinato a portarlo in città, ma non vi giunse mai.
Le parole dell’assessore De Franceschi
Alla cerimonia ad Andria ha partecipato l’assessore Renato De Franceschi, cognato di Corsini.
“Ho partecipato nella doppia veste privata e istituzionale – ha raccontato – erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente della Regione Puglia Antonio De Caro, la sindaca di Andria Giovanna Bruno, insieme ad altre autorità e familiari delle vittime. Durante la cerimonia sono stati inaugurati il nuovo Largo 12 Luglio 2016 e una scultura in memoria della comunità. Dopo il discorso di Bruno e De Caro, il Presidente Mattarella ha incontrato i parenti delle vittime e ha deposto una corona d’alloro in stazione, dove è stata collocata la scultura. È stata un’emozione intensa.”

Le riflessioni di Tiziana Corsini
La moglie di Michele, Tiziana, ha condiviso il suo dolore:
“Dieci anni sono passati, ma sembra ieri – ha dichiarato – ricordo di aver accompagnato Michele in aeroporto la sera prima della tragedia. Rivedere i familiari delle vittime è stato molto difficile; attendiamo ancora la conclusione del processo, in cui 17 indagati sono stati assolti, tranne il capotreno e il capostazione. A noi è toccato vivere, mentre i nostri cari hanno perso la vita.”
Un amore spezzato
“Io e Michele ci siamo conosciuti a Milano, per caso; il nostro matrimonio durava da 21 anni – ha concluso Tiziana – avevamo intenzione di vendere il bar e goderci il meritato riposo dopo aver raggiunto la pensione. Quel locale rappresentava per lui un ritorno alle origini, che purtroppo gli sono costate la vita.”