Cologno al Serio celebra con gioia la sua centenaria, Teresa Picenni, affettuosamente conosciuta come “Teresa del bocio”, che ha raggiunto il traguardo dei 100 anni.

Una celebrazione speciale
Fino a dicembre scorso, Teresa era autonoma, ma a seguito di un problema di salute ha iniziato a riscontrare delle difficoltà. Tuttavia, mantiene ancora la passione per la lettura e per gli enigmi. Energica e socievole, ha sempre avuto una predilezione per il gioco delle carte e per la buona cucina. Nonostante le sfide della vita, ha sempre trovato la forza per rialzarsi. Il giorno del suo centesimo compleanno, ha festeggiato nella sua abitazione di via Puccini, circondata da figli, nuore, 11 nipoti e 6 pronipoti, che le hanno dimostrato il loro affetto.
Le origini di Teresa
Dalla nascita, la vita di Teresa è stata segnata da sfide e difficoltà.
“La mamma di mia suocera, residente a Osio Sopra, era vedova da anni e aveva già altri figli quando la diede alla luce – ha raccontato la nuora Cristina Melocchi – Non potendo accettare la gravidanza, la lasciò all’ospedale di Bergamo, dove venne adottata. Fortunatamente, si trovò bene con i genitori adottivi a Zanica, ma il desiderio di conoscere la madre biologica non l’ha mai abbandonata. A 18 anni, dopo varie ricerche, riuscì a ritrovarla e riannodò i rapporti con la famiglia, pur non sapendo nulla del padre”.
Un amore inaspettato
La storia d’amore tra Teresa e il marito Angelo ha avuto i contorni del colpo di fulmine, un evento che sembra uscito da un film.
“Nel 1951, mio suocero, Angelo Sangaletti, di Cologno, stava tornando da Bergamo dopo aver assistito a una partita dell’Atalanta quando vide Teresa e se ne innamorò – ha continuato la nuora – Chiese la sua mano la sera stessa e dopo 40 giorni si sposarono. Angelo, appena tornato dalla guerra, non voleva perdere tempo. Il matrimonio fu benedetto dalla nascita di quattro figli: Romeo, Mario, Flavia e Giorgio“.
Resilienza di fronte alle avversità
Fin da giovanissima, Teresa ha affrontato le dure realtà della guerra e del lavoro in filanda. Dopo il matrimonio, si è dedicata alla famiglia e alla cura dell’orto, supportando anche l’attività edile del marito. Con il tempo, hanno deciso di gestire un locale in paese.
“Mio suocero era muratore – ha ricordato Cristina – e nel 1973, insieme a nonna Teresa, prese in gestione una pizzeria. La tennero fino al 1976, aiutati dai figli. Romeo e Mario avevano già la loro attività, mentre Flavia e Giorgio continuarono, con Giorgio che possiede ancora una pizzeria d’asporto”.
La storia di Teresa non si ferma qui.
“Nel 1985, mio marito Mario e io decidemmo di gestire il bocciodromo del paese e i miei suoceri ci aiutarono. Da lì il soprannome ‘Teresa del bocio’ – ha spiegato la nuora della centenaria. Tuttavia, nel 1988, con la nascita della mia terza figlia, smisi di lavorare lì, e i miei suoceri continuarono fino al 2002, quando purtroppo è mancata Flavia, a soli 38 anni. Mio suocero non ha retto, affermando di doverla seguire, e l’anno dopo è scomparso anche lui. Poco dopo, Teresa ha perso anche Romeo, a 69 anni… Eppure, ha sempre continuato a sorridere”.
Una donna forte, su cui si è costruita una famiglia intera.