Proteste in corso

Proteste degli anziani per ritardi nella restituzione della sede storica a Romano

Il sindaco Gafforelli: "Stiamo lavorando per una soluzione adeguata"

Proteste degli anziani per ritardi nella restituzione della sede storica a Romano

A Romano, l’Associazione Pensionati “G.B. Rubini” esprime il proprio malcontento riguardo ai ritardi nel recupero della sede storica, denunciando promesse non mantenute.

Oltre due anni di attesa

Dopo più di due anni di attesa, l’Associazione Anziani e Pensionati “G.B. Rubini” di Romano decide di rompere il silenzio attraverso una lettera aperta. Diffuso il 3 giugno, il documento evidenzia come la situazione attuale, che costringe l’associazione a operare in spazi provvisori presso la Rocca, sia considerata “inaccettabile”. Secondo l’associazione, il trasferimento era stato presentato nel 2025 come una soluzione temporanea necessaria per effettuare lavori tecnici agli impianti. Originariamente previsto dal 17 febbraio al 15 marzo, il ritorno alla sede storica sembra ora molto lontano. Nella lettera, i soci esprimono la loro amarezza: “Ogni volta che passiamo davanti allo stabile proviamo una profonda rabbia”, affermano, aggiungendo che gli spazi, inizialmente in buone condizioni, sono ora inutilizzabili. Questa situazione ha generato un sentimento di essere considerati non come una risorsa per il territorio, ma piuttosto come un problema da gestire.

Il progetto del Centro Diurno e la questione economica

Uno dei punti critici della vicenda è il progetto per la creazione di un Centro Diurno per anziani all’interno degli spazi della Fondazione Opere Pie Rubini. Questa iniziativa ha alimentato timori di una possibile esclusione definitiva dalla sede storica. Inoltre, si è scoperto che la struttura non era stata accreditata dall’ASST, generando ulteriori dubbi sul percorso intrapreso. A complicare ulteriormente la situazione è la questione dei fondi: al direttivo è stato comunicato che il rientro nei locali avverrà solo dopo il reperimento delle risorse necessarie per completare i lavori. Un’idea respinta dall’associazione, che sottolinea: “Non siamo abusivi”. I soci ricordano anche gli investimenti fatti nel tempo per mantenere e migliorare gli spazi, lanciando un appello alle istituzioni e ponendo domande agli enti coinvolti: perché i pensionati devono ancora aspettare? L’associazione rappresenta davvero l’ultima priorità e quale valore viene riconosciuto ai circa 450 anziani che vi fanno riferimento?

La risposta del Comune: “Continuiamo a lavorare”

In risposta alla lettera dell’associazione, il sindaco Gianfranco Gafforelli ha negato l’esistenza di una contrapposizione con il Comune.

“L’Amministrazione comunale ha sempre riconosciuto e valorizzato il ruolo sociale dell’Associazione Anziani e Pensionati, una realtà importante per centinaia di cittadini e un punto di riferimento per la comunità. Per questo motivo, respingiamo qualsiasi tentativo di presentare questa situazione come una contrapposizione tra il Comune e l’associazione. – ha dichiarato il primo cittadino – Durante il corso del processo, a seguito di sopralluoghi e verifiche con Ats, è emerso che gli spazi disponibili non soddisfacevano i requisiti necessari per l’accreditamento della struttura.”

Gafforelli ha anche sottolineato che il Comune ha scelto la Rocca come sede temporanea e ha assicurato che l’Amministrazione continuerà a cercare soluzioni adeguate. Tuttavia, ha precisato che le tempistiche dei lavori nella sede originale dipendono dalla Fondazione Opere Pie Rubini, proprietaria dell’immobile.

“Ci dispiace che una questione complessa venga interpretata in chiave polemica. Da parte nostra, non è mai mancata la disponibilità al confronto e continuerà a non mancare.”