Nel parco della Roggia, situato in via Cappuccini a Romano, riaffiorano segni di una presenza stabile: giacigli improvvisati e flaconi di Autan. Questa situazione riaccende i timori tra i residenti del quartiere.
Segnali di una presenza costante
A distanza di oltre un anno dall’ultimo episodio, il parco della Roggia torna a essere al centro dell’attenzione per una situazione di degrado. Tra gli alberi e la vegetazione, sono state rinvenute tracce evidenti di uno o più senza tetto che avrebbero trasformato l’area verde in un rifugio temporaneo. Non solo coperte e lenzuola utilizzate come giacigli, ma anche numerosi flaconi di Autan, noto repellente contro le zanzare, indicano una permanenza prolungata nel parco, specialmente in un periodo caratterizzato da temperature elevate e forte proliferazione di insetti.
Il parco come rifugio notturno
La presenza della roggia e delle acque stagnanti favorisce la diffusione delle zanzare, rendendo l’uso di repellenti quasi indispensabile per chi dorme all’aperto. L’area sembra essere utilizzata non solo come riparo notturno, ma anche per l’igiene personale, grazie all’acqua del corso. Questa situazione suscita preoccupazioni tra residenti e frequentatori del parco, specialmente per quanto riguarda l’igiene e il decoro urbano in una delle principali aree verdi della città.
Il degrado e la fragilità sociale
Il caso richiama alla mente quanto accaduto lo scorso anno nel vicino parco delle Magnolie, sempre nella zona dei Cappuccini, dove fu scoperto un vero e proprio campeggio abusivo con materassi, stoviglie ed effetti personali. Dietro questi episodi si cela un quadro sociale più ampio. Negli ultimi anni, Romano e la Bassa Bergamasca orientale hanno visto crescere poli logistici e occupazioni spesso precarie, con lavoratori impiegati tramite cooperative e contratti temporanei. La perdita del lavoro, le difficoltà abitative e l’assenza di reti di sostegno possono rapidamente trasformarsi in marginalità estrema, costringendo alcune persone a cercare rifugio in spazi pubblici. Un fenomeno che solleva interrogativi non solo sul decoro urbano, ma anche sulla capacità del territorio di affrontare un disagio sempre più evidente.