Si è spento lunedì 13 aprile Giuseppe Quaranta, figura storica dell’insegnamento a Martinengo, lasciando un vuoto incolmabile nella comunità. Quaranta, maestro elementare per decenni, ha dedicato la sua vita alla formazione di intere generazioni.

Un maestro amato e rispettato
Giuseppe Quaranta, scomparso venerdì 10 aprile all’età di 94 anni, ha lasciato un segno indelebile nella città. La sua vita è stata interamente dedicata all’insegnamento e alla cultura, e la comunità ha voluto rendergli omaggio presso la camera ardente allestita in via Luoghi. Originario della cascina Colombera, Quaranta ha vissuto un’infanzia segnata da difficoltà, rimanendo orfano di padre a soli cinque anni e crescendo con la madre e i fratelli. Dopo la formazione al collegio dei Canossiani e alle Magistrali di Bergamo, ha avviato la sua carriera nel 1953 al collegio vescovile di Romano, per poi insegnare nelle scuole elementari di Martinengo fino al momento della pensione, continuando però a trasmettere la sua passione per le lettere antiche.
“Mio suocero era un uomo dalle molteplici passioni, che si dedicava anche a casa – ha dichiarato il genero Luciano – pur affrontando la perdita della moglie e di un figlio, ha sempre provveduto alla sua famiglia. Era un maestro severo, ma affettuoso con i suoi alunni; tanti si sono presentati per salutarlo. La sua figura è rimasta impressa nei ricordi di tutti, anche di chi lo incontrava per strada”.
Le esequie di un educatore
La celebrazione funebre si è tenuta lunedì pomeriggio, presieduta da don Santino Giuseppe Quaranta, nipote del maestro e attuale parroco a Roma. Tra i presenti, il fratello Gianluigi Quaranta e il sindaco Pasquale Busetti. Durante l’omelia, don Santino ha sottolineato la continua sete di conoscenza del maestro.
“La vita dello zio Giuseppe è stata caratterizzata dalla ricerca – ha esordito il sacerdote – amava esplorare la letteratura, le lingue antiche, la filosofia e la musica. Questa curiosità ha guidato sia il suo cammino di fede che il suo insegnamento. Oggi, sono certo che abbia trovato la verità che cercava”.
Ricordi di un amico
Don Enrico Cortinovis ha condiviso il suo ricordo del maestro, evidenziando il forte legame che si era instaurato tra loro.
“La nostra conoscenza si è trasformata presto in amicizia, grazie alla passione che Giuseppe trasmetteva nei suoi scritti. La sua benevolenza e il suo rigore nell’insegnamento hanno formato molte generazioni. La sua curiosità per l’esperanto e la musica rifletteva una vita dedicata alla cultura e alla comunità”.
Un’eredità culturale
Al termine della funzione, il maestro Giacomo Parimbelli ha tracciato un ritratto intenso di Quaranta.
“È stato uno dei pochi esperti di esperanto in Italia e ha saputo ispirare molti attraverso la sua passione per la cultura. La sua libreria era un tesoro di conoscenze, e il suo amore per la musica e la scrittura hanno lasciato un’impronta duratura nei cuori di chi lo conosceva”.
Giuseppe Quaranta ha affrontato con dignità le sfide della vita, offrendo sempre supporto a chi gli stava vicino. La sua figura rimarrà un faro di intelligenza e umanità per la comunità di Martinengo.
GUARDA LA GALLERY (4 foto)



